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La bellezza è anche la semplicità e freschezza dei Giovani

formazioneamica
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Quest’anno Sanremo ha celebrato la “Bellezza”, senza grandi acuti, senza sfarzi, solite polemiche, soliti fuori programma, solito Fazio perbene ed equilibrato, solita Litizzetto sboccata ma simpatica, solito tutto o quasi. Le canzoni e la musica hanno per ogni italiano un valore culturale profondo e per questo è inutile stilare una qualche classifica oggettiva sulle canzoni in gara: è una questione di gusti. Ma siccome gara è stata, c’é stato un podio e una vincitrice, Arisa. Tra le diverse tipologie di brani presentati, tra acuti inarrivabili, qualche testo sofisticato e nuove tendenze Rap, è emersa la semplicità. Sobrietà e talento si fondono in Arisa per diventare caratteristiche vincenti. Lei spiazza tutti con il suo stile quasi magico, come di un folletto nel bosco delle fate, un personaggio strano che si nutre di bacche camomilla e tisane ma che esprime una voce tonica, precisa, ritmata che arriva alla gente e suscita emozioni. Arisa è una giovane cantante che sta percorrendo il suo percorso di crescita personale e professionale coerentemente, puntando sulle sue qualità distintive, senza rincorrere clamori, dietro ai suoi successi c’è tanto duro lavoro per migliorarsi e una formazione tecnica professionale molto attenta. arisa-vittoria-sanremo-2014-defaultArisa propone una sua bellezza nell’essere semplice, chiara, diretta, dicendo:  “Prima della gara faccio gli esercizi via skype con la mia logopedista, perché altrimenti rischio che la voce non sia pulita. Ero qui per gareggiare e quindi se ho vinto, vorrà dire che sono andata bene a qualcuno. I miei colleghi mi hanno sommerso di messaggi e complimenti, mi fanno quasi più piacere di quelli dei giornalisti”. Brava Arisa, che si era presentata al pubblico la prima volta con il brano “Sincerità”, un titolo già chiaro che spiega chi chi è Arisa. Un plauso va anche al sempre eccellente Gualazzi e al suo nuovo amico Bassanese Bloody Beetroots (Simone Cogo: polistrumentista mascherato già famoso negli USA). Complimenti alla bella sorpresa del grintoso Renzo Rubino. Un podio finale giovanissimo che da un po’ di luce al grigiore generale, ci dice che la bellezza è anche che c’è un ricambio generazionale ormai in corso ma è proprio questo ricambio che ci permette di celebrare anche la Bellezza intramontabile, leggendaria, quella del mitico Cat Stevens e della sua “Father and Son”.

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