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Balotelli è tornato… diventerà un campione o un personaggio?

formazioneamica
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Bum…Bum…Bum Balotelli, due partite e tre goal. Sbarcato in Italia a poche ore dall’arresto di Corona, Balotelli si prende subito la scena Milanese e forse anche quella Italiana. Il dubbio amletico è inevitabile: “sarà tornato per diventare quel campione che abbiamo ammirato agli Europei? Ha veramente deciso di ritagliare per sé, per il Milan e per la nostra nazionale un posto tra i grandi di sempre? Oppure è tornato un personaggio scomodo, irriverente, narcisista, interessato a fare business con le sue bravate notturne tra movida, donne, feste extra calcio? Nel frattempo sarebbe anche diventato padre, ma si trova qualche difficoltà a pensare che sia tornato in Italia per essere più vicino a sua figlia, gli farebbe onore ma non è stata la prima cosa che ha detto appena sbarcato, quindi…

Di Tapiri ormai ha fatto raccolta ma stiamone certi la collezione non finirà, e Staffelli è sempre pronto alla consegna. I tifosi del Milan sono euforici e sicuramente il dott. Galliani, che è un volpone del Marketing è consapevole di cosa ha ricomprato. I giornalisti tirano un sospiro di sollievo perché avranno altro materiale su cui scrivere ogni settimana. Prandelli spera di portare in Brasile un tandem El Sharawy-Balotelli che sulla carta potrebbe essere devastante per gli avversari. Io nel frattempo, da motivatore e mental trainer, rifletto su come sia possibile che un uomo, un atleta dotatissimo dalla classe cristallina non abbia ancora trovato un suo Mental trainer che lo aiuti a tirare fuori da se stesso solo il meglio. Se accettasse di essere aiutato ad abbandonare eccessi e sregolatezze potrebbe diventare “uno dei più grandi di sempre”. Forse invece in verità proprio il Milan potrebbe essere la sua meta definitiva, perchè da vent’anni esistono piani di gestione psicologica degli atleti di prim’ordine oltre al famoso Milan Lab. Il Milan ha fatto scuola fin dai primi anni 90’ quando affiancò un motivatore e mental coach, ai vari Gullit e Van Basten allenati sul campo dal mitico Sacchi. Da qualche anno stanno intraprendendo una strada simile Barcellona, Juventus, Bayern, Machester, Chelsea, e altre squadre di calcio e non solo. Insomma un potenziale eccelso non rende un atleta campione per magia o solo per le grandi doti fisico tecniche. Servono briglie strette, una guida ferma, grande dedizione e potenziamento mentale, autodisciplina, come si fa con un qualsiasi cavallo di razza. L’allenatore sul campo, anche il più preparato, difficilmente può gestire anche gli aspetti più interpersonali dell’atleta, soprattutto negli sport di squadra. Per questo i migliori atleti si affidano ad un personal Coach, che di solito lavora per anni nell’ombra. Se facesse questa scelta anche Balotelli, una volta smesso con il calcio potrebbe anche darsi alla pazza gioia o forse no perché nel frattempo i titoli dei giornali non sarebbero più “sugli eccessi” ma sul “gran campione”. Tutto sarebbe possibile come i vari Totti, Zanetti e Del Piero dimostrano visto che superati i 35 anni da un bel po’ ancora si distinguono sul campo e fuori.

Dott. Damiano Frasson – Motivatore e Mental Trainer

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