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Barbara Codogno commenta il libro "Allenare le competenze trasversali" di Damiano Frasson

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Questo scritto da Damiano Frasson è un “grande” libro perché riesce a intercettare diversi livelli di lettori, offrendo un sempre alto livello di lettura. Se ad un primo approccio possiamo definirlo un serissimo manuale per professional, per quanti cioè sono dedicati a una tipologia specifica di intervento, avanzando con la lettura del testo – piacevolissima – ne scopriamo invece i tanti livelli di approccio e che rendono questa lettura una avventura davvero vincente. Senz’altro denso di un apparato umanistico intrinseco, l’analisi scientifica – condotta rigorosamente dall’autore, con tanto di accuratissimo processo di analisi e di confronto dei dati, avvallati da una serie di testimonianze esperienziali, come esige la letteratura scientifica – approda a un pensare filosofico che non deve passare inosservato.
Presentazione del libro "Allenare le competenze trasversali" scritto da Damiano Frasson (Formatore e titolare GRUEMP) edizioni Franco Angeli
Presentazione del libro “Allenare le competenze trasversali” scritto da Damiano Frasson (Formatore e titolare GRUEMP) edizioni Franco Angeli
Le esperienze trasversali vengono lette come “una buona pratica” da raggiungere con “l’allenamento”, e in questo dire si respira tutto il mondo filosofico orientale, a cui dalla fisica quantistica alle neuroscienze, l’occidente scientifico sta necessariamente guardando per poter trovare un equilibrio tra uomo e mondo. In Frasson c’è di più. Non c’è solo la necessità di giungere all’equilibrio – inteso come luminoso momento di conoscenza – ma v’è l’oltrepassamento; la sfida è proprio quella dell’utilizzo delle competenze trasversali. Utilizzo che segna la “via” del miglioramento. Un obiettivo, questo, moralmente importante. L’efficacia della metodologia proposta non risiede unicamente nei risultati che vengono raggiunti, anche se l’obiettivo deve necessariamente risultare nella sua importanza. Ma è piuttosto nell’andare verso, in questo restare allenati, a mio avviso, la peculiarità più importante. Perché Frasson ti fa percepire chiaramente che non cresci quando sei arrivato, ma cresci mentre stai andando. E forse è per questo che l’allenamento richiede una stretta vicinanza tra formando e formatore. Un formando che non si esime mai dal processo di crescita, anzi, con generosità processa continuamente le sue competenze trasversali attivando un circolo virtuoso di miglioramento. Visto che Frasson usa la metafora e la narrazione come metodologia creativa di allenamento, mi permetto di sigillare questa mia recensione – fatta quindi da una persona non professional – con un’immagine che io stessa ho maturato, dopo l’apprentissage formativo derivatomi unicamente dalla lettura di questo libro, illuminata dall’esperienza clou denominata “Corsa nella luce”. A un certo punto ho visualizzato un albero, dalle parole che leggevo sulle pagine uscivano dei rami forti e gentili allo stesso tempo. Ogni ramo era costellato da gemme verdi. Gemme che avevano una grande energia, che io sentivo con sicurezza, sarebbero sbocciate riempiendo l’albero di foglie verdi e rigogliose. Ecco, io credo che chi si approccia a Gruemp, chi sceglie Frasson come “maestro”, mi piace questa parola antica e piena di saggezza e la trovo appropriata per Frasson nel suo ruolo di formatore, si senta come quelle gemme: acquisisca cioè la consapevolezza di avere in sé stesso un grande albero rigoglioso di verdi foglie e potenziali splendidi frutti.
barbaracodogno
(Articolo scritto da Barbara Codogno giornalista e opinionista del Corriere del Veneto)
     

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