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Chi ha riscoperto la Formazione esperienziale nell'epoca moderna?

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Ecco perché Ignazio di Loyola è considerato il precursore della “Formatore esperienziale” dell’epoca moderna…

[…] Nel 1548 vennero stampati per la prima volta gli Esercizi spirituali, per i quali venne condotto davanti al tribunale dell’inquisizione, per poi essere rilasciato. Gli Esercizi spirituali non sono «un libro scritto per essere letto» – scrive Federico Rossi di Marignano nella sua biografia di Carlo Borromeo, ma appartengono a quel genere di cose che si possono capire solo sperimentandole. Per questo non si possono prendere gli Esercizi a casa propria. Non è infatti possibile ritrovare se stessi senza allontanarsi da tutto e da tutti per un adeguato periodo di tempo. Nei primi giorni di distacco gli Esercizi invitano l’esercitante a cercare di capire per quale fine abbia ricevuto esistenza e vita dal Creatore, in altri termini che cosa Dio si aspetta ch’egli faccia di buono nella vita. Una volta presa coscienza del perché della sua nascita, all’esercitante verrà spontaneo mettersi «avanti agli occhi stesa e spiegata la sua vita […] scorrendola tutta pensatamente». Scoprirà allora tutte le deviazioni che, aderendo consapevolmente o inconsapevolmente ai moti ingannevoli dell’anima, egli stesso avrà fatto subire anno dopo anno al proprio destino. A quel punto dovrà superare l’ostacolo più difficile tra quelli che una persona è chiamata a superare durante la vita: cambiare, mutare, rinnovarsi. Nessun uomo tuttavia può riuscire a conquistare la pace interiore e affrontare il difficile cammino della vita inventandosi ogni cosa da solo. Ogni uomo solitamente progredisce o regredisce imitando l’esempio positivo o negativo di altri uomini. […]  tratto da (http://it.wikipedia.org/wiki/Ignazio_di_Loyola)

Questi semi sono germogliati nei secoli successivi e la “compagnia di Gesù”, con Ignazio di Loyola, se ne è fatta interprete continuando a diffonderla nel mondo, tra scienza e coscienza, tra lavoro e fede, affermando valori di umiltà, impegno, disponibilità, condivisione e tolleranza. E’ auspicabile che il nuovo “Papa Francesco” stimoli molteplici ambiti, istituzionalie  e non, a ripristinare alcuni importanti valori della tradizione Umanistica Cristiana Europea innervandoli con i nuovi strumenti tecnologici e non della comunicazione e formazione d’oggi.

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