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Educare allo sport … per guadagnare più sport

formazioneamica
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Lo spettacolo che si è visto durante la finale di “Coppa Italia” di quest’anno 2013 è scandaloso e mostra la china pericolosa a cui si è arrivati nel nostro paese. Io personalmente non credo che le forze dell’ordine siano arrivate al punto di prendere specifici accordi con gli ultras, ma comunque in ogni caso il fatto che non sia più in grado di garantire un normale svolgimento di un evento sportivo, è emblematico, infatti anche alla fine della partita c’è stata invasione di campo. Gli eventi che hanno preceduto la partita sembrano apparentemente scollegati, chi gira con una pistola in tasca e la estrae appena vede un tifoso di un’altra squadra o dopo che ci si è azzuffati per qualche “sfottò”, non è precisamente normale. Giocatori che trattano e rabboniscono tifosi è una cosa che si vede troppo spesso, armi improprie che passano i controlli sono un pericolo per il 99% di tifosi tranquilli. Bandiere di società o maglie abbandonate davanti alle curve in segno di resa offendono città intere. Le curve e moltissimi Ultras sfogano soltanto le loro frustrazioni o peggio reggono il gioco ad altri “giochi delinquenziali”. Invasioni di campo, atti vandalici, violenze, aggressioni quasi ogni domenica rendono ormai il calcio un “colosseo del 21° secolo”. A noi qui non compete entrare nel merito delle scelte politiche, o istituzionali, ma è utile ricordare che tutto parte dall’educazione e dalla formazione che hanno le persone. Ad alti livelli è diventato uno Show Business e purtroppo il fenomeno deformato sta contagiando anche le categorie minori e i settori giovanili soprattutto del calcio che è lo sport più diffuso. Servirebbe investire risorse a tutti i livelli per mettere un argine al degrado dei significati, dei valori e dei comportamenti che si vivono nei contesti sportivi. E’ importantissimo educare e formare dirigenti, allenatori, genitori, giovani atleti di ogni sport sulle gravi conseguenze che si possono creare nella società tutta se si vive lo sport come un momento di “sfogo” o di “prevaricazione verso gli altri” per imporre con forza e violenza le proprie “Bandiere”. Immolare lo sport sull’altare dello Show Business è molto pericoloso e può generare effetti dannosissimi a lungo termine. Quando si mescolano ideologie e fisicità, politica e malcontento sociale, quando si trasforma il concetto di sfida, in combattimento, il rischio che si arrivi alla Guerra è alto. Gruemp ha dedicato da tempo un titolo all’area di servizi dedicati all’ambito della formazione e del Coaching sportivo e cioè “FORMATI PER PER LO SPORT”; un titolo che a seconda di dove si pone l’accento sul termine “formati” assume un significato diverso, o si è già formati e si vuole migliorare o si è poco formati e serve iniziare ad esserlo. Non è possibile più pensare allo sport e ai suoi molteplici attori coinvolti ne troppo lontani e magicamente immuni dalle regole del mercato e del Business, ma nemmeno troppo fuori dalle leggi e dalle regole di convivenza civile. Il rischio di favorire lo sviluppo di pericolose “zone franche” dove le leggi si possono aggirare facilmente è un rischio gravissimo che altri paesi d’Europa hanno saputo frenare e ridurre moltissimo. Come sempre serve che ognuno faccia la sua parte e in certi casi chi gestisce e organizza lo sport in Italia dovrà iniziare a prendere delle linee e delle decisioni chiare e nette a vantaggio di tutti, anche nell’interesse delle tante persone che investono e lavorano in questo grandissimo mercato. Educare allo sport per guadagnare più sport…potrebbe essere uno slogan interessante.  

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