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Al “Più Grande Pasticcere” …scocca l’ora dell’intelligenza emotiva

formazioneamica
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Durante la seconda puntata di questo nuovo format su RAI 2 i giudici hanno ormai preso le misure ai concorrenti iniziando ad interagire con loro anche come dei veri e propri Coach, per aiutarli e stimolarli a dare il meglio in una gara all’ultimo respiro, anzi all’ultimo macaron. La seconda puntata ha messo in evidenza l’importanza della competenza di Autocontrollo, di concentrazione mentale e focalizzazione sull’obbiettivo. Il maestro Luigi Biasetto in particolare, ha più volte richiamato questi importanti concetti indispensabili per poter ambire, non solo a diventare “Il più grande pasticcere” in questa gara televisiva, ma soprattutto un vero professionista della pasticceria ad alto livello. L’imprevisto che si sono trovati a fronteggiare i concorrenti mentre preparavano le “tartellette” e i bignè, è all’ordine del giorno in un laboratorio di un pasticcere come in ogni azienda. Il giudizio a volte quasi feroce dei giudici è ciò che spesso un cliente insoddisfatto tiene per sè, ma poi comunica ad altri interrompendo quella catena virtuosa del Passaparola positivo, che è regola numero uno di chi fa della qualità di prodotti e servizi il suo marchio di fabbrica.

Il più grande pasticcere, Luigi Biasetto, Leonardo Di Carlo, Roberto Rinaldini

I riferimenti espliciti al linguaggio del corpo, agli atteggiamenti, alla capacità di gestire lo stress espressi dai concorrenti sono chiavi di lettura evidenti che dietro ad ogni persona, professionista c’è prima di tutto una persona. Silvia ne sa qualcosa, visto il confronto avuto con il maestro Biasetto che le ha chiesto: ma tu con chi sei in gara? Con che cosa ti difendi? Con la cresta o con una specie di scudo? E da chi? Ha senso che tu pianga mentre lavori? Perché hai mollato prima della fine e ti sei data per vinta? Domande dirette, per alcuni dure, ma che l’hanno stimolata poi ad aprirsi, indipendentemente da come è andata la gara. Silvia ha imparato (noi ce lo auguriamo) a fare leva sulle sue competenze che non emergono per incapacità, e fare fronte all’emotività e all’autocontrollo. Roberto stesso ha mostrato ancora una certa soggezione di fronte ai maestri Biasetto e Massari e anche Gianluca, Nausicaa, Emilio, Giada, Antonio sono stati in difficoltà.

Insomma mentre il programma procede e i Giudici/Maestri stanno spiegando a tutti noi quanta conoscenza, competenza e professionalità ci sia dietro un dolce o una mignon, e i concorrenti stanno toccando con mano il fatto che pur avendo buone capacità tecniche e un ruolo già professionale nel loro lavoro, ciò che fa e farà la differenza sarà anche il livello di Intelligenza Emotiva, di autocontrollo di capacità di sostenere lo stress. Le competenze trasversali entrano sempre in campo nella vita di chiunque e più si sale verso l’eccellenza, più si decide di puntare su se stessi e sulle proprie potenzialità, più queste diventano fattore determinante di successo. Alcuni scrivono nei social che i giudici sono troppo duri e poco comprensivi, ma innanzitutto lo show ha le sue regole e poi spesso i clienti che non scelgono più una pasticceria a vantaggio di un’altra, dicono ed esprimono cose ben peggiori, con la differenza che non le dicono in faccia al pasticcere di turno. Bravi a tutti i concorrenti comunque, e bravi ai giudici Biasetto, Rinaldini, Di Carlo , che stanno svolgendo un ruolo difficile con fermezza e chiarezza di giudizi e motivazioni, confermando così il valore e il prestigio che merita tutta l’Arte Pasticcera d’Italia con i suoi professionisti.

Dolci de "Il Più Grande Pasticcere"

4 thoughts on “Al “Più Grande Pasticcere” …scocca l’ora dell’intelligenza emotiva

  1. Ma sono tutti seri e incazzati ! Capisco che sono supermegafantastici . Ma è un programma televisivo . Non trasmettono buoni valori ma sono solo capaci di umiliare , già la vita è dura ! E io cambio canale …

  2. Ognuno commenta ciò che percepisce e riesce a comprendere di un Format così, di un telegionale, come di un Film. Ciò che si percepisce e comprende, è conseguenza anche di chi siamo, delle esperienze fatte e di come la pensiamo su determinate questioni. Noi pensiamo che se ne vedranno ancora delle belle… , che il Format è gradevole, che lo spot alla professione di pasticcere è utile ad un mercato molto significativo per l’Italia, che molti giovani possono trovare uno stimolo per pensare a questo lavoro come un’opportunità professionale impegnativa ma molto qualificata e stimolante, che anche le prossime puntate avranno alcuni spunti interessanti. Fortunatamente ognuno è libero di cambiare canale come e quando vuole, altrimenti perchè ce ne sarebbero così tanti…? 😉

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