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Lo sport, una chiave di crescita

formazioneamica
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bambini sport positivoServirebbe invece lasciar loro la libertà di divertirsi, la possibilità di vincere o perdere, lasciando inalterata quella grande valenza educativa al successo, alla sconfitta, allo spirito di gruppo, al merito che porta ai risultati proporzionali all’impegno messo, all’autodisciplina necessaria per raggiungere obbiettivi e molto altro che lo sport può offrire ad un giovane, come ad un adulto. Questo concetto l’ho “rubato” a Damiano Frasson, fa parte di un articolo che parla di ragazzi, sport e “campionismo”, che troverete nel prossimo numero di FiloStrata. Queste poche parole mi sono rimaste dentro, mi hanno fatto riflettere, un po’ da genitore, ma non solo. Lo sport insegna molto, dalla disciplina al saper stare con gli altri, concetti che se fatti propri fin da bambini aiutano ad affrontare il mondo dello studio prima, e del lavoro dopo, con sicurezza e serenità. Serve il giusto contesto certo, genitori che facciano propri questi obiettivi, un buon coach, probabilmente fondamenti che mancano agli ultras, ai tifosi estremisti, e a tutti quegli sportivi più oggetto di gossip, eccessi e altro che di sana competizione. Lo sport può essere la chiave per crescere con delle regole “non regole”, ovvero che si imparano giocando, divertendosi. Ma spesso sta nel imparare a perdere, nell’accettare le sconfitte e trarne insegnamento la vera chiave. Un bambino o ragazzo che perde una partita e poi si ferma a giocare con gli avversari nel parco vicino è lo stesso adulto che di fronte ad una difficoltà lavorativa avrà la forza di chiedere aiuto, di fermarsi a riflettere. Erika Bollettin

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