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SI CHIAMA VAMPING, alla fine è solo mancanza di comunicazione

formazioneamica
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C’è qualcosa che va al di là dell’essere nativi digitali, del dover seguire l’evoluzione della tecnologia, di essere, quello che si diceva ai miei tempi, “moderno” o “stare al passo”. Adolescenti e ragazzini troppo spesso non sanno darsi dei limiti ed il risultato, sono sindromi e “tendenze” incomprensibili agli adulti. L’ultima è il Vamping, ovvero rimanere svegli tutta la notte davanti allo schermo del pc, del tablet piuttosto che a chattare su WhatsUp e Snapchat, postare commenti su Facebook o foto con Instagram. E’ una moda, i ragazzini si cercano attraverso l’hashtag che ricorda il mondo dei vampiri. I risultati sono poche ore di sonno, poca attenzione a scuola, irritabilità, emicranie e abuso di antinfiammatori e analgesici. Basti pensare che due ore davanti ad un tablet di sera riducono del 22% la produzione di melatonina. Nel web si leggono testimonianze di insegnanti che vedono questi ragazzi addormentarsi sui banchi ogni giorno, di genitori che non sanno come intervenire. Pochi i suggerimenti a trovare una soluzione, la prima che mi viene è il dialogo tra adulti e ragazzi, la seconda cominciare a dire qualche no in più. Temi che Gruemp affronterà in un ciclo d’incontri a Vigonza nei prossimi mesi (info www.gruemp.it). Erika Bollettin vamping  

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