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STRESS DA RIENTRO?…Parliamone

formazioneamica
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Il rientro dopo le vacanze estive è diventato una sorta di fenomeno, si parla addirittura di “sindrome da ritorno”, la stessa che sembra affliggere i vacanzieri anche dopo il periodo natalizio. Riprendere i normali cicli di vita sconvolge, mette di pessimo umore, fa vivere male. Come se tutte le nostre scelte, dalla famiglia al lavoro, fossero un peso e non tanto una conquista. Ma com’è possibile? Come si può vivere sperando in quel mese totale di vacanza anno (diventa tale sommando le festività natalizie e le cosiddette ferie) e vivendo come un incubo il rientro? Sicuramente il sistema è uno dei colpevoli: l’Italia è uno dei pochi Paesi che “impone” le vacanze di tre mesi agli studenti, influenzando in qualche modo anche le scelte dei genitori e delle aziende, mettendo un freno anche all’economia già rallentata da tanti altri fattori. Dall’altra parte c’è la necessità di riposare, di poter “staccare la spina” più spesso, cercando di disintossicarsi dai ritmi di vita frenetici (anche se spesso siamo noi a renderli tali). Dato che non è possibile cambiare dall’oggi al domani il sistema, le abitudini e la mentalità, bisogna partire da noi, dalle piccole cose. Bisogna focalizzare l’attenzione su se stessi, le priorità, gli obiettivi, imparando a regalarsi le giuste pause (a volte basta un week-end) al lavoro come in famiglia. Riprendere a respirare con il giusto ritmo permette di non arrivare esauriti a dicembre ed agosto, permette di essere più sereni e più competitivi. Concetto che si dovrebbe applicare anche all’interno delle aziende, spesso prese da questo vortice di disorganizzazione e routine che porta a bloccare decisioni e obiettivi per lunghi periodi, senza una vera motivazione. Se la vacanza per avere benessere crea un nuovo malessere… c’è qualcos’altro che non va, allora forse bisogna farsi un corso di formazione o lifecoaching per migliorare il proprio sviluppo personale. Erika Bollettin   formazione rimborsata

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